Oceani in pericolo: consapevolezza e responsabilità di prendersi cura della nostra casa comune.
Commissione internazionale per l'ecologia
1° giugno 2026

Oceani in pericolo: presa di coscienza e responsabilità nel prenderci cura della nostra casa comune.
Gli oceani sono fondamentali per la vita sulla Terra. Regolano il clima, producono gran parte dell'ossigeno che respiriamo e costituiscono una fonte di cibo e di lavoro per milioni di persone. Paesi dell'America Latina come Cile, Perù e Brasile dipendono fortemente dal mare per la pesca, il turismo e la loro economia. Inoltre, secondo i dati pubblicati dall'ONU, gli oceani coprono oltre il 70% della superficie terrestre, il che rende la protezione di questo ecosistema indispensabile per l'equilibrio ambientale e la sopravvivenza dell'umanità.
DA NOTARE… dal 2008, l’ONU ha designato l’8 giugno come «Giornata mondiale degli oceani».
Tuttavia, gli oceani sono oggi esposti a gravi minacce, dovute principalmente all'attività umana.
Uno dei problemi più evidenti è l'inquinamento da plastica. Sacchetti, bottiglie e altri rifiuti finiscono ogni giorno in mare, dove pesci, uccelli, mammiferi marini e altri animali marini li scambiano per cibo.
Numerose specie muoiono o subiscono le conseguenze dell'inquinamento industriale e delle maree nere che distruggono interi ecosistemi e incidono direttamente sulla biodiversità marina. La pesca eccessiva costituisce un altro grave problema. La cattura eccessiva di pesci, dovuta sia alle grandi industrie che alle pratiche irresponsabili di alcuni pescatori, provoca un declino delle specie marine e altera l'equilibrio degli oceani. Diversi studi internazionali segnalano che gran parte degli stock ittici mondiali è sfruttata al massimo, una situazione che mette a rischio la produzione marina e l'acquacoltura e compromette la sicurezza alimentare di numerose comunità costiere.

Inoltre, gli oceani devono affrontare sfide legate al riscaldamento globale, particolarmente evidenti in Cile e in Argentina. L'aumento delle temperature globali provoca lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, l'innalzamento del livello del mare e ha ripercussioni sugli ecosistemi marini e sulle riserve di acqua dolce. Nel sud del Cile, numerose isole e zone umide immagazzinano grandi quantità d'acqua e contribuiscono alla regolazione del clima. Questi territori svolgono un ruolo essenziale per le comunità e le specie che ne dipendono, ma oggi sono minacciati dallo sfruttamento eccessivo, dall'inquinamento e dai cambiamenti climatici.
Di fronte a questa realtà, la tutela del pianeta deve essere vista come una responsabilità condivisa. I governi possono introdurre leggi più severe per ridurre l'uso della plastica, promuovere le energie pulite e proteggere gli ambienti marini. Anche ognuno di noi può dare il proprio contributo con piccoli gesti quotidiani, come riciclare, non gettare rifiuti sulle spiagge o nei fiumi, risparmiare acqua e consumare prodotti ittici provenienti da una pesca sostenibile.

Los Chonos. Chiloé.
Anche le imprese di pesca svolgono un ruolo essenziale. È fondamentale rispettare i divieti di pesca, prevenire la pesca illegale e utilizzare metodi rispettosi degli ecosistemi marini. Alcuni studi scientifici indicano addirittura che certe attività industriali possono nuocere alla salute delle specie marine protette, il che sottolinea la necessità di rafforzare la regolamentazione ambientale e la conservazione della biodiversità.

Delfini australi nel settore di Polucué, Ancud
L'educazione ambientale è fondamentale per sensibilizzare i giovani fin dalla più tenera età. Quando imparano a rispettare la natura, è più probabile che diventino adulti responsabili e impegnati nella loro comunità. Proteggere gli oceani e combattere il cambiamento climatico significa proteggere la nostra «casa comune», poiché il benessere umano dipende direttamente dalla salute del pianeta.
